Fine stagione, ecco la classifica di Coccinema. Sono i film che ho visto, in sala o in un festival, tra la fine di agosto 2008 e metà luglio 2009. La valutazione è quella del S.V.C.



Il peggio dell’anno
Frattanto si era fatto tardi e tutt'e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello, rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba – stupenda – e, sì, era un piacere… solo averla conosciuta… e allora io… ripensai a cosa fosse l'amore. L'amore credo sia come una vecchia barzelletta, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: "Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina"; e il dottore gli fa "e perché non lo interna?" E poi lui risponde " e così a me le uova chi me le fa?" Bè, credo corrisponda ai rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali, pazzi e assurdi! Ma credo che continuino, e che la maggior parte di noi, ha bisogno di uova.
Annie Hall (1977)

Jim Caviezel mi sta sulle palle. Non da sempre, in effetti. La prima volta che lo vidi ne “La sottile linea rossa”, anzi, lo apprezzai alquanto. La vera linea rossa è stata, effettivamente, “La passione di Cristo”. Senza un motivo, da quel giorno ho smesso di “volergli bene” e ho iniziato a nutrire una sana antipatia, aprioristica o meglio, a posteriori. Poi, scopro che Jim ebbe la parte da Gibson per le sue posizioni ultra-cristiane e che, da quel film, ha iniziato a girare gli Stati Uniti tenendo conferenze per ultra-cristiani. Ciò ha messo un po' in ombra la sua carriera, per fortuna, però, ovviamente gli ha fatto guadagnare del credito tra gli ultra - cristiani. Se tiene così a Dio, non dovrebbe poi essere troppo attaccato al successo. Se Dio tiene alle sue pecorelle, più spinge Caviezel lontano dal grande schermo meglio è.

Quei bravi ragazzi

Il cappellaio matto...
Livia, sono gli occhi tuoi pieni che mi hanno folgorato un pomeriggio andato al cimitero del Verano. Si passeggiava, io scelsi quel luogo singolare per chiederti in sposa – ti ricordi? Sì, lo so, ti ricordi. Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sapevano, non sanno e non sapranno, non hanno idea. Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. La contraddizione mostruosa che fa di me un uomo cinico e indecifrabile anche per te, gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sanno la responsabilità. La responsabilità diretta o indiretta per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 al 1984, e che hanno avuto per la precisione 236 morti e 817 feriti. A tutti i familiari delle vittime io dico: sì, confesso. Confesso: è stata anche per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Questo dico anche se non serve. Lo stragismo per destabilizzare il Paese, provocare terrore, per isolare le parti politiche estreme e rafforzare i partiti di Centro come la Democrazia Cristiana l'hanno definita "Strategia della Tensione" – sarebbe più corretto dire "Strategia della Sopravvivenza". Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo, per vocazione o per necessità ma tutti irriducibili amanti della verità. Tutte bombe pronte ad esplodere che sono state disinnescate col silenzio finale. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mondo, e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta. Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa, e lo so anch'io.
Il Divo
Coccitazione #2
La signora entra in sala appena è stato fatto buio. Un bastone la sorregge. Quando si gira per chiedermi quale fila sia la “L” i titoli della Working title iniziano a comporsi sullo schermo. “Davanti a lei signora”. Partono le avventure di Steve Zissou che va a lezione da un professore Keating strafatto di acidi e in fissa con i Beach Boys a bordo della nave di pirati più musicalmente competenti della storia. Il segreto di Richard Curtis è la musica anche se non resiste a buttare dentro un po’ di cose posteriori al 1966 quando è ambientato il film. Tanto meno resiste a prendersela con i conservatori, se è vero che nella realtà storica (un po’ diversa da quella raccontata nel film) fu un governo Labour, nella figura di Tony Benn, uno dei suoi esponenti più a sinistra, ad affondare metaforicamente le navi pirata che trasmettevano musica.
****